New York, NY (13 luglio 2022) – In una nuova analisi dei gruppi di agenzie media globali condotta dalla società leader di ricerca e consulenza Forrester (NASDAQ: FORR), Omnicom Media Group (OMG), la divisione servizi media di Omnicom Group Inc. (NYSE: OMC), ha ottenuto i punteggi più alti possibili nei criteri retail media, commerce media, intelligence e insight e ottimizzazione, oltre che nei criteri operations e innovation roadmap.

Pubblicato oggi, The Forrester Wave™: Global Media Management Services analizza i sette più importanti fornitori di servizi di gestione dei media globali sulla base di una valutazione di 19 criteri in tre categorie: offerta attuale, strategia e presenza sul mercato. Progettato per aiutare i CMO professionisti a selezionare il fornitore giusto per le loro esigenze, il rapporto valuta i gruppi di media in quattro categorie: Leaders, Strong Performers, Contenders e Challengers.

Con i punteggi più alti possibili in sei criteri e con il punteggio più alto nella categoria dell’offerta attuale, Omnicom Media Group è stato uno dei soli due fornitori tra i sette valutati a ottenere la designazione di “Leader” nel rapporto.

Descrivendo OMG come “un’ottima soluzione per gli inserzionisti che necessitano di team media globali su misura e dotati di competenze tecnologiche”, il rapporto ha anche osservato che “… l’agenzia scala l’empatia e la comprensione dei consumatori in metriche di attenzione quantificabili rispetto alle quali gli inserzionisti possono pianificare, acquistare e misurare”.  Per realizzare questa visione, l’azienda utilizza il suo portale di pianificazione dell’audience Omni per migliorare l’esperienza del pubblico, dei clienti e dei dipendenti”.

Il rapporto afferma inoltre che “la forza di OMG risiede nelle iniziative volte a innovare il portale Omni, come le integrazioni personalizzate del flusso di lavoro dei clienti, le integrazioni dei dati sull’audience, le partnership di marketing automation con Google e gli sforzi per unire media, e-commerce e strategie di acquisto”.

Questo dato è confermato da un ritmo costante di annunci di prodotti e partnership da parte di OMG nel 2022, tra cui un accordo pluriennale con Affinity Solutions per integrare le transazioni di acquisto dei rivenditori in Omni; una partnership a livello aziendale con Firework, la più grande piattaforma di commercio livestream e video shoppable al mondo, per fornire soluzioni di shopping livestream direttamente ai siti web dei clienti Omnicom; il primo marketplace programmatic del settore per i point-of-purchase screen ; e il Supply Chain IQ Score, che offre ai media planner una visibilità quotidiana sui dati di inventario delle SKU a livello di negozio fisico, scaffale digitale e inventario in transito, consentendo di spostare in tempo reale gli investimenti dei media dai prodotti di cui l’inventario è meno fornito.

Recentemente, il gruppo OMG si è reso protagonista al Festival Internazionale della Creatività Cannes Lions del mese scorso, annunciando una serie di partnership strategiche con reti di media al dettaglio come Walmart Connect, Instacart e Kroger Precision Marketing.

“Come unico gruppo di agenzie ad aver ottenuto il punteggio più alto possibile in tutti e tre i criteri che riteniamo rappresentino al meglio il futuro dell’investimento e della gestione dei media – media retail, media commerce e intelligence & insights – e come gruppo che ha anche ricevuto i punteggi più alti possibili in due criteri che riteniamo siano fattori critici di differenziazione nella selezione di un partner di agenzia – operazioni e roadmap di innovazione – OMG è chiaramente un leader nel mercato di oggi”, afferma Florian Adamski, CEO di OMG. “E soprattutto, continuando ad espandere le nostre capacità e ad automatizzare la nostra infrastruttura, nonché a costruire nuovi prodotti e partnership, stiamo assicurando che noi e i nostri clienti rimarremo leader oggi, domani e oltre”.

Il riconoscimento di Forrester come “Leader” è l’ultima buona notizia per OMG, che il mese scorso ha visto la sua agenzia più grande, OMD Worldwide, aggiudicarsi il premio Media Network of the Year al festival Cannes Lions, mentre PHD si è aggiudicata l’attività da 500 milioni di dollari di Restaurant Brands International (RBI), che comprende le catene Burger King, Popeyes e Tim Horton’s.

Marco Girelli, CEO di Omnicom Media Group Italia aggiunge: “OMG sta vivendo un momento di grande sviluppo sia a livello global che a livello local. In Italia abbiamo potenziato la nostra offerta eCommerce, continuiamo a far evolvere l’area intelligence e le competenze legate al mondo dei dati. Studiamo e approfondiamo le nuove frontiere offerte dalla digitalizzazione: dal mondo del gaming, al metaverso oltre a tutto ciò che concerne l’influencer marketing, in termini di efficacia e misurazione. Anche in Italia gli ottimi risultati di RECMA e COMvergence confermano il trend positivo del gruppo”.

 

  • 1 utente su 2 si sente parte di una community eco-consapevole, con il 63% della community che sceglie la piattaforma per confrontarsi su tematiche relative alla sostenibilità
  • Il 68% si aspetta che i brand siano ancora più proattivi nel guidare il cambiamento climatico
  • L’invito alle aziende è dialogare con questa audience in maniera semplice, concisa e diretta

 

Milano 29 giugno 2022TikTok e Omnicom Media Group hanno presentato oggi le principali evidenze della ricerca #EcoTok: la sostenibilità allo specchio (*): la percezione della community di TikTok sulla sostenibilità. Comunicare il proprio impegno green in modo autentico e con un linguaggio semplice è la sfida da affrontare per raggiungere un’audience sempre più ampia, e TikTok è il luogo giusto per farlo, visto che 1 utente su 2 si sente parte di una community eco-consapevole. 

 

TikTok il principale canale di discussione sui temi green, secondo solo ai canali di news. 

L’hashtag EcoTok ha già registrato 458.7 milioni di visualizzazioni, evidenziando da subito il forte interesse degli utenti della piattaforma in merito alle tematiche green. Il 63% della community, infatti, sceglie TikTok per confrontarsi su tematiche relative alla sostenibilità perché lì  trova il modo di imparare cose nuove sul tema divertendosi. Il 66% degli utenti di TikTok, inoltre, sente la responsabilità di dover affrontare le criticità legate all’ambiente, agendo in maniera concreta. La cosiddetta Generazione T (ovvero quella degli utenti di TikTok) utilizza la piattaforma come principale fonte di informazione e mezzo di espressione della propria posizione sull’argomento. Il 20% del campione sostiene di trovare su TikTok maggiore chiarezza riguardo ai termini utilizzati per spiegare l’impegno green e il 54% di acquisire maggior consapevolezza sulle questioni legate al cambiamento climatico.

 

I brand chiamati a un maggiore impegno da parte della Generazione T

Le aziende dall’altra parte devono invece rispondere alle richieste degli utenti, che nel 68% dei casi si aspettano una maggiore proattività per contribuire al cambiamento. Comunicare gli obiettivi e le iniziative in ambito sostenibilità è però tutt’altro che semplice: da una parte esiste il rischio di non apparire credibili nel dichiararsi attivi, costruendo un’immagine positiva ma poco affidabile, dall’altra la sovraesposizione rischia di diventare un semplice rumore di fondo. Quali sono allora gli elementi che consentono alle aziende di dialogare con una generazione sempre più informata e consapevole?

 

TikTok: una piattaforma per conoscere, informarsi e giudicare l’impatto ambientale di prodotti e brand

Gli EcoToker, ovvero gli utenti di TikTok che mostrano un alto coinvolgimento sui temi ambientali, hanno voglia di scoprire e conoscere elementi nuovi sull’argomento e allo stesso tempo di ispirare la community: il 27% di loro condivide consigli e pratiche DIY, il 26% scopre brand o prodotti eco-friendly e il 24% impara dai contenuti video quale sia l’impatto dei diversi brand sull’ambiente. Non solo, oltre l’86% del campione dichiara di compiere delle azioni dopo aver visto contenuti in piattaforma: nel 40% dei casi cercano maggiori informazioni sui motori di ricerca, ne parlano con gli amici e con la famiglia (31%), cercano maggiori informazioni su TikTok (24%), visitano il sito del brand o si recano nel punto vendita (24%) e acquistano il prodotto ricercato (17%).

Oltre a fruire dei contenuti, le persone su TikTok partecipano creandone di nuovi (+270% di video contenuti legati al tema nel 2022): 3 su 10 cercano recensioni sul livello eco green di un prodotto prima di acquistarlo, mentre 1 su 5 si esprime sulle aziende che hanno un impatto negativo sull’ambiente o compiono azioni che mettono in discussione la salute ambientale.

 

A ogni settore la sua sfida

Il 68% degli utenti si aspetta che i brand siano ancora più proattivi nel guidare il cambiamento, che raccontino i loro piani di sostenibilità e coinvolgano le persone nel supportarli. Ogni settore però affronta sfide di sostenibilità diverse. Alcune argomentazioni sono comuni a diversi segmenti, come la necessità di ridurre l’uso della plastica, ma altri sono molto più specifici, come gli investimenti sostenibili nel settore Finance, categoria dove è più difficile mettere in relazione il proprio operato con la sostenibilità. Per i settori come Automotive o Fashion emerge la necessità di avere maggior chiarezza sui processi produttivi, mentre per Energia, Home Care, Beauty e Food la narrazione si snoda sul racconto di prodotti più eco sostenibili. C’è però un tema comune a tutti i comparti: la necessità di democratizzare la sostenibilità, rendendo i prodotti eco più accessibili a tutti (un esempio: il settore della mobilità elettrica). Infatti, sebbene la sostenibilità sia un elemento chiave per gli utenti, la leva del prezzo è ancora molto forte nelle decisioni d’acquisto

 

Creator e fiducia

Il 55% del campione segue esperti o creator su TikTok per informarsi sulla sostenibilità. Questo perché condividendo lo stesso linguaggio orientato all’intrattenimento è più facile capire meglio il tema, conoscerne i risvolti e sentirsi coinvolti. Il 56% degli utenti percepisce come affidabili le partnership tra un creator e un brand su TikTok, ritenendole più credibili rispetto ad altri media: un elemento che può aiutare i brand a connettersi in modo autentico alla community, anche a partire da argomenti più di nicchia come la sostenibilità nel loro specifico settore, raccontando le criticità e le soluzioni a cui stanno lavorando per cambiare e migliorare. È fondamentale, pertanto, che i brand inizino a dialogare con gli utenti di TikTok con lo stesso registro: senza banalizzare la crisi ambientale, facendo leva su una comunicazione semplice, concisa e diretta, capace di informare e allo stesso tempo di intrattenere e divertire.

 

“TikTok è una piattaforma dove oltre un miliardo di persone nel mondo condividono le proprie passioni, scoprono cose nuove e dialogano con brand e creator in modo autentico” – ha dichiarato Adriano Accardo, Managing Director, Global Business Solutions di TikTok Sud Europa. “Proprio per questa sua unicità, TikTok è diventato un luogo di conversazione su diverse tematiche, nonché una piattaforma di destinazione, con la fiducia dei consumatori incorporata, come si può vedere anche dai dati della ricerca, e la fiducia è fondamentale quando si tratta di campagne su temi sentiti come la sostenibilità. Questa è una grande opportunità per tutti i brand che vogliono dialogare in modo autentico e creativo con il proprio pubblico e siamo felici di vedere come sempre più aziende italiane e internazionali stiano abbracciando questo percorso”.

 

Marco Girelli, CEO di Omnicom Media Group commenta: “Tutti i nostri clienti stanno affrontando sfide e opportunità legate al tema della sostenibilità, in termini produttivi, economici e in ultima analisi di comunicazione. Conoscere comportamenti, interessi ed evoluzione del linguaggio di una community che ha raggiunto una così ampia base di utenti significa dare ai nostri clienti molti elementi essenziali per agevolare il difficile compito di raccontare alle proprie audience, in modo adeguato, una fase così delicata di transizione del mercato, nella quale siamo tutti coinvolti – ognuno con il proprio ruolo – e tutti insieme con grande responsabilità”.

 

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Nicoletta Longo, Influencer Marketing Specialist in Fuse, ci parla dell’IM e del perché tante aziende ritengano strategico investire in collaborazioni con i #creator per dare valore al proprio brand. Le persone si affidano o seguono coloro che sono un punto di riferimento in termini di credibilità e fiducia, che siano big o micro #influencer.

Gli obiettivi da raggiungere sono sempre più complessi e raffinati: dominano ancora #awareness ed #engagement, ma brand #reputation e soprattutto #conversion sono kpi sempre più importanti da monitorare.
La sfida del prossimo futuro è offrire ai brand soluzioni supportate dai dati e dalla tecnologia per facilitare un approccio full-funnel.

➕2️⃣ 0️⃣  milioni di consumatori segue un influencer
Instagram
TikTok

Fonte: Report Brand & Marketer 2021 – ONIM | Osservatorio Nazionale Influencer Marketing

Nell’ormai lontano 2016 Geoffrey Hinton, uno dei più noti scienziati dei nostri tempi in ambito di Deep Learning, fece una delle sue tanto famose quanto controverse dichiarazioni. Davanti alla platea di una importante conferenza di AI a Toronto annunciò la morte della professione del radiologo: “Se lavorate come radiologi oggi siete come il coyote che è già oltre il precipizio ma non ha ancora guardato in basso.”

Il Deep Learning era così abile a leggere e interpretare le immagini delle risonanze magnetiche o delle TAC che, secondo Hinton, nessuno avrebbe dovuto continuare la formazione come radiologo perché in cinque anni algoritmi accessibili a tutti avrebbero svolto quel lavoro meglio di qualsiasi persona.

Sette anni dopo quella potente dichiarazione continuiamo a vedere i corsi di radiologia pieni nelle università. Gli studi dimostrano infatti che persone e macchine sono complementari in ambito medico e insieme producono dei risultati migliori. Cosa abbiamo capito dopo tutti questi anni e dopo l’investimento di importanti risorse umane e finanziarie? Non solo che il Machine Learning in radiologia è più sfidante di quello che le aspettative iniziali indicavano, ma anche che le persone riescono a elaborare informazioni complesse di contesto spesso non codificate e normalizzate.

Il risultato è che oggi una azienda come IBM, per esempio, che ha investito decine di miliardi di dollari per sviluppare Watson Health, ha iniziato un processo di disinvestimento e svende (per “solo” un miliardo!) grossi database e algoritmi ad una Private Equity Firm (Francisco Partners). Watson Health era considerata la più promettente attività dove dimostrare l’utilità e il potere computazionale di Watson, esattamente come Google Flu Trends doveva dimostrare il potere informativo e l’utilità dei “big data” senza “big theory” e in questo caso i big data erano i dati immensi che produciamo noi ogni giorno con le ricerche che facciamo su Google. Il progetto fu chiuso qualche anno dopo perché il suo costo e i successivi bisogni di correzioni non giustificavano il beneficio che avremmo potuto trarre dal punto di vista delle politiche di salute.

Gli algoritmi da soli non bastano

Gli esempi di come il “fattore” umano sia fondamentale per il successo dei dati e degli algoritmi sono veramente tanti. Alcuni esempi includono la correzione e identificazione di bias, l’identificazione di fake news o classificazione di contenuti vari (incluso quelli non desiderati, attività fondamentale oggi per la moderazione delle reti social e per l’individuazione di contenuti critici),  la creazione di algoritmi basati su teorie note e ben fondate e anche la creazione di database rilevanti su cui usare gli algoritmi.

Il caso di Amazon Alexa è emblematico. All’inizio non c’erano dati veri su cui lavorare. Amazon ha così creato ambienti finti, ma molto realistici, con attori che interagivano come normali famiglie o collaboratori per creare i database di voci, richieste e interazioni da usare per “insegnare” ad Alexa come capire una richiesta o rispondere ad una domanda. Ci sono altri esempi di app che anni fa raccontavano di avere algoritmi che identificavano gli oggetti presenti in una immagine. Anni dopo si scoprì che inizialmente c’era un vasto gruppo di lavoratori che classificavano le immagini real-time costruendo così un database molto diversificato di immagini che è stato usato per sviluppare i veri algoritmi che oggi sono veramente al centro di un servizio real time di classificazione di immagini molto preciso.

E quali lezioni stiamo traendo da questi e tanti altri esempi? Noi che lavoriamo e ricerchiamo in questi ambiti abbiamo innanzitutto capito che indubbiamente algoritmi e dati sono molto utili, ma che da soli non bastano. Ci sono contesti nei quali è difficile, se non impossibile, rinunciare all’intervento umano. Il campo medico è uno di questi, vista la sua complessità e anche perché è un settore ad alto rischio dove le decisioni hanno un impatto determinante sulle vite umane.

Ma anche nell’ambito del business, della comunicazione e del marketing, la complessità dei sistemi studiati e la variabilità umana richiede delle analisi e approfondimenti con un occhio – appunto – umano per leggere interpretare e mettere in prospettiva i risultati forniti dagli algoritmi. Ma anche per poter formulare le migliori strategie di analisi. I dati, siano essi in grandi volumi o no (big or small!), sono sempre molto importanti ma il ragionamento non deve mancare e neanche la conoscenza del contesto. L’input del data scientist o del data analyst, che va oltre l’applicare ciecamente gli algoritmi o accettare quello che ci forniscono, è diventato una delle skill più importanti oggi.

Questa è una ottima notizia per noi, vuol dire che avremo un ruolo fondamentale e che le macchine non andranno a sostituire noi umani in questi ambiti. Ma presenta anche una sfida importante. Da un lato dobbiamo formare le future generazioni per saper usare i dati e gli algoritmi e creare delle competenze tecniche molto forti. Allo stesso tempo dobbiamo formare queste stesse generazioni e insegnare loro a leggere fra le righe dei dati, a interpretare, applicare e usare i risultati nel contesto reale che è quello del mercato. Attività di pensiero critico e creativo non possono e non devono mancare.

Il Master Upa in Data Science per la Comunicazione digitale – Realtà potente di pensiero, dati e tecnologia

È per questo motivo che master come quello in “Data Science per la Comunicazione digitale” organizzato da UPA diventano fondamentali. L’obiettivo è quello di insegnare le basi dell’analisi dei dati, degli algoritmi, delle piattaforme ma allo stesso tempo stimolare il pensiero critico, provocare, e creare valore aggiunto.

E se qualcuno ribatte dicendo che già oggi dobbiamo capire le macchine e vendere alle macchine oltre che alle persone (un bell’esempio è il grande mercato intorno al Search Engine Optimization), possiamo sempre considerare che sicuramente anche quella task verrà eseguita meglio se dietro alla macchina, agli algoritmi e al potere computazionale ci sono persone come noi a dotare tutto di senso.

Attraverso l’adesione a OIES, il gruppo media punta a una maggiore comprensione del settore attraverso l’accesso al database di ricerche dell’Osservatorio e a instaurare relazioni con gli stakeholder grazie ai servizi di networking.   

Omnicom Media Group (OMG),  eader mondiale nei servizi di comunicazione e media, entra nell’Osservatorio Italiano Esports, la prima piattaforma B2B di networking, informazione e formazione per gli stakeholder del settore.

Grazie a questa collaborazione OMG rafforza ulteriormente il posizionamento negli Esports potendo approfondire la conoscenza delle dinamiche di settore attraverso le ricerche esclusive Centro Studi dell’OIES e grazie alle occasioni di contatto con gli altri operatori presenti nel network.

Omnicom Media Group ha recentemente ampliato la unit FUSE, dedicata al branded entertainment e content marketing, con una divisione specializzata in Sport Partnership, al fine di aiutare i brand a rimanere sintonizzati con un ambito dalle grandi potenzialità di business. L’area degli Esports rappresenta un ulteriore asset strategico su cui focalizzare l’attenzione, per misurarsi con l’evoluzione del gaming, ambito nel quale la tecnologia gioco un ruolo chiave nel costruire nuove relazioni tra le brand e le community di appassionati di videogiochi competitivi.

Con questo nuovo ingresso di prestigio, l’OIES aumenta il suo posizionamento come ente capace di offrire alle aziende tutte le risposte necessarie per gli investimenti nel mercato degli Esports. Il network dell’Osservatorio è il principale ecosistema che permette ai brand di confrontarsi e di scoprire le opportunità del settore.

Luca Pravadelli, Head of Sport Partnership di Omnicom Media Group, afferma: “Abbiamo deciso di entrare a far parte dell’OIES per monitorare ancora più da vicino questo mondo in continua crescita. Pensiamo sia importante far parte di un network verticale che ci dà la possibilità di essere parte di un processo in costante evoluzione.”

“L’ingresso di OMG nell’OIES aggiunge un grande valore a tutti i membri – commentano Luigi Caputo ed Enrico Gelfi fondatori dell’Osservatorio -. Uno dei principali gruppi di comunicazione nel mondo ha scelto l’OIES per posizionarsi in questo mercato, e tutto ciò è motivo di grande soddisfazione. L’avvicinamento di realtà così importanti per lo sviluppo del business dimostra quanto il gaming sia sempre più un trend in crescita, e un’opportunità per le aziende. Con questo ulteriore attestato di fiducia, l’OIES è sempre più il punto di riferimento nazionale per lo sviluppo commerciale degli Esports “.

SOSTENIBILITÀ, WEB3, CONNECTED TV, INTELLIGENZA ARTIFICIALE E NUOVE DINAMICHE DI MARKETING NELL’AGENDA DELLE TRE GIORNATE

Omnicom Media Group è diamond sponsor dell’edizione IAB Forum 2021. Quest’anno il leitmotiv dell’evento sarà “Back To Humans”, a sottolineare il ruolo centrale delle persone nella trasformazione digitale. Un valore, quello del capitale umano, che OMG considera essenziale per il proprio business: sono infatti i professionisti, con il loro know how, la capacità di anticipare i trend e padroneggiare l’evoluzione, che generano valore per i clienti; sono le persone, con la tecnologia, a fare la differenza sul mercato.

OMG sarà presente per tutta la durata dell’evento, orchestrando le diverse sigle del gruppo su temi differenti ma accomunati dall’urgenza di comprendere e cavalcare le trasformazioni che accompagnano il nostro tempo: la crisi climatica, le nuove frontiere del Web3, l’evoluzione delle piattaforme tecnologiche per la videocomunicazione, la relazione tra persone e intelligenza artificiale, fino alle nuove leve del marketing.

Il 16 pomeriggio Marco Girelli, CEO di Omnicom Media Group, parteciperà a ZED – Zero Emission Digital, la prima conferenza italiana sulla sostenibilità del digitale, con un intervento che è un invito per tutta la industry: “La sostenibilità è un’azione collettiva”. Con lui sul palco ci saranno Maura Latini, CEO di COOP Italia, e Lucia Tagliaferri, Commercial Director Consumer Goods di Essity. Insieme rifletteranno sul ruolo che le agenzie e le aziende possono assumere per contrastare la crisi climatica, svolgendo una funzione di primo piano nella promozione di iniziative di sostenibilità che siano concrete, ad alto impatto emotivo e in grado di generare un meccanismo virtuoso di emulazione. Fondamentale, inoltre, nei progetti di salvaguardia ambientale, è il ruolo della scienza e della tecnologia nella messa a fuoco delle priorità e nella misurazione dei risultati.

Nella plenaria del 17 mattina, momento dedicato al digital marketing, Antonio Montesano, Head of Digital di OMD, terrà un intervento dal titolo “Web3: il nuovo big-bang digitale? La realtà intangibile a servizio di brand e consumatori”. Siamo nel mezzo di una rivoluzione in cui blockchain, cryptocurrency e NFT costituiscono gli elementi di un nuovo paradigma che può cambiare alcuni aspetti della relazione tra brand e persone, trasformare processi e transazioni: si affaccia un nuovo terreno di sperimentazione con nuove leve di marketing da conoscere e padroneggiare.

Durante il pomeriggio del 17, si parlerà invece di tv connesse con Marco Robbiati, Research & Market Insights Director di Omnicom Media Group, in un panel dal titolo “Connected TV Full Funnel: il punto di vista di OMG e delle aziende nel nuovo ecosistema della videocomunicazione”. Con lui sarà presente Alberto Coperchini, Media, Adv. Production & Procurement VP di Barilla Group, e modererà l’intervento Catarina Sismeiro, Managing Director di Annalect. Sarà un’occasione per fare il punto sull’offerta, sulle opportunità che cominciano ad affacciarsi sul mercato e sulle sfide che ancora vanno affrontate per rendere scalabile l’utilizzo delle piattaforme, in un’ottica sempre più strategica e in grado di portare i risultati di business richiesti dalle aziende.

Nell’ultimo giorno andranno in scena i workshop in modalità cento per cento digitale. Il 18 novembre mattina PHD presenterà un intervento dal titolo “Time to Shift. È tempo di ripensare il marketing e la comunicazione per mettere le ali al cambiamento. Attrezziamoci con: 1 roadmap, 6 macro-forze e 1 Red Bull.” Daniela della Riva, Chief Strategy Officer di PHD e Roberto Iannetti, Head of Digital di PHD, racconteranno la “crisi di mezza età” del marketing e come le aziende devono evolvere per stare al passo con i tempi, impegnandosi a lasciare un’impronta positiva sulla propria comunità e sul mondo intero attraverso 6 macro-forze.

Infine, sempre nella mattinata del 18 novembre, Hearts & Science si avventurerà nel racconto di “Futurebrains: la pubblicità del futuro sarà senza bias? Due scienziati a confronto per leggere l’etica nella comunicazione e nell’intelligenza artificiale”. Emanuele Giraldi, Managing Director di Hearts & Science, Nicola Gatti – del Politecnico di Milano – e Vincenzo Russodocente alla IULM, affronteranno il tema dell’etica nella comunicazione e nell’intelligenza artificiale, a partire da un dilemma molto attuale: i bias cognitivi che caratterizzano tutti gli esseri umani sono stati trasmessi anche agli algoritmi che regolano l’AI?

Marco Girelli, CEO di Omnicom Media Group, commenta: “È un anno particolarmente ricco di stimoli nel quale convivono pandemia, crisi climatica, ripresa degli investimenti in comunicazione e nuovi trend che si affacciano sul mercato. Ci sono molte storie da raccontare e riflessioni da fare con le aziende, con i nostri professionisti e con tutta la industry. Per questo abbiamo scelto di essere sponsor di questa edizione di IAB, e di aprire il dialogo su diversi temi che sono al centro della profonda trasformazione che stiamo vivendo e che hanno un impatto diretto sul nostro lavoro, sul business dei nostri clienti e sulla vita delle persone. Vi aspettiamo al Superstudio e online per condividerli”.

PHD lancia il nuovo marchio e una rinnovata visual identity che racconta il posizionamento e il temperamento dell’agenzia: “Make the Leap”.

Custodendo nel proprio DNA una cultura aziendale fortemente basata sul pensiero strategico come quello creativo, con il nuovo marchio PHD cattura visivamente e definisce il tema della “dualità” che, insieme a quello del “leap” da uno stato all’altro, invita a sfruttare il potere dell’immaginazione a guida di ambiziose strategie di potenziamento e crescita del business dei clienti dell’agenzia.

Dalla simmetria rotazionale, il nuovo marchio riflette il modo in cui lavoriamo oggi, dinamico e flessibile. Il movimento proietta naturalmente il logo nel mondo digitale, che prende vita grazie ad un linguaggio visivo di immagini e filmati che consente a chi guarda di percepire i valori dell’agenzia: creatività, coraggio, apertura, collaborazione e curiosità.

La nuova visual identity si focalizza dunque sulla capacità di produrre innovazione, da sempre motore che alimenta e racconta i successi dell’agenzia: se infatti sono i progressi nei dati e nella tecnologia che consentono agli esperti di migliorare le performance delle campagne di marketing, ogni grande campagna inizia con una grande idea creativa.

Commenta Philippa Brown, CEO di PHD Worldwide: “Da oltre 30 anni, PHD ha messo la creatività, l’innovazione e la leadership di pensiero al centro dell’attività. La creatività e il potere dell’immaginazione sono ciò che alimenta il nostro settore e crediamo che solo facendo salti immaginativi sia possibile aiutare al meglio i nostri clienti a prosperare e, quindi, a fare un balzo in avanti a livello commerciale. L’evoluzione della nostra identità dà vita a questa idea, con un segno contemporaneo e dinamico che guarda al futuro”.

Al via il primo appuntamento di “OMG Discover”, il nuovo contenitore di approfondimento di Omnicom Media Group nato per esplorare insieme ad alcuni media partner l’evoluzione dei linguaggi e le principali tendenze della comunicazione. Primo partner protagonista TikTok, per approfondire e discutere i principali trend della piattaforma di video-sharing.

 

Debutta “OMG Discover”, il nuovo format di approfondimento dedicato ai clienti di Omnicom Media Group con un primo appuntamento in partnership con TikTok, la piattaforma di intrattenimento più scaricata al mondo con la produzione e condivisione di contenuti multimediali rapidi capaci di ingaggiare intere audience.

Sotto la lente di “TIKTOK. CROSS THE GAP!” saranno esplorate le nuove forme di fruizione e creazione di contenuti nate dagli Zoomers, i giovani rappresentanti della GenZ che generano interesse verso un’inedita tipologia di audience cross generazionale, facendo della piattaforma un’attraente terra di mezzo e di incontro, sovvertendo le normali logiche della vita off-line. Ma anche le nuove interazioni che accompagnano la quotidianità ridefinendo il nostro tempo, i valori condivisi che grazie ad un nuovo linguaggio fanno della piattaforma la voce dei movimenti sociali, con punti di contatto con pubblici più maturi e moltissimi brand che hanno scelto la piattaforma ad alto tasso di coinvolgimento per implementare la loro strategia digitale/di comunicazione grazie alla capacità della community di generare valore e relazioni autentiche.

Commenta Marco Girelli, CEO di Omnicom Media Group Italia: “In uno scenario così complesso e in un sistema digitale maturo come quello attuale, il pubblico evolve rapidamente così come la creazione di contenuti rivolti a queste nuove audience. Insieme nascono nuove modalità media ibridate dalla creatività e nuove opportunità di business legate alle dinamiche dell’intrattenimento, potentissima leva di ingaggio nelle mani dei brand: il compito di chi fa comunicazione oggi è stare al passo con queste tendenze ed esplorare i nuovi codici, per comprenderne le evoluzioni e interpretare i cambiamenti di questo tempo fragile, connesso e sempre più utente-centrico”.

TikTok è una piattaforma di intrattenimento con al centro la creatività e l’autenticità con cui i nostri creator comunicano e si esprimono. Per supportare al meglio i brand che vogliono cogliere le opportunità di crescita e di business introdotte dai nuovi trend e dal nuovo linguaggio tipici dalla nostra community, confronto e collaborazione sono un elemento cruciale. Per questo sono felice di poter fare squadra con Omnicom Media Group per approfondire e condividere le principali tendenze della comunicazione e supportare, insieme, i nostri partner in questo viaggio” dichiara Adriano Accardo, Managing Director, Global Business Solutions TikTok Southern Europe.

L’evento “TIKTOK CROSS THE GAP!” riservato ai clienti di Omnicom Media Group – leader globale nel marketing e nei servizi di comunicazione, associato UNA – si terrà in streaming oggi giovedì 15 luglio con il contributo di Marco Girelli, CEO di Omnicom Media Group Italia, e Adriano Accardo, Managing Director, Global Business Solutions TikTok Southern Europe. Condotto da Ludovica Federighi, Head of FUSE – divisione di branded entertainment e content marketing di OMG, vedrà inoltre la partecipazione di Daniela Della Riva, Chief Strategy Officer PHD Italia, Giorgia Capponi, Head of Agency Partnerships Italy TikTok, e Nicoletta De Vincenzi, Head of Client Solutions Southern Europe TikTok.

La collaborazione tra Omnicom Media Group e TikTok non si ferma qui e si rafforzerà, inoltre, con un progetto di ricerca esclusivo e congiunto sul tema caldissimo della sostenibilità, macro-trend sempre più rilevante all’interno della community di TikTok e di fondamentale importanza per il futuro, tanto da guidare oggi le strategie di comunicazione di molti brand.

OMG DISCOVER è il contenitore di approfondimento di Omnicom Media Group nato per esplorare insieme a media partner differenti l’evoluzione dei linguaggi e le principali tendenze della comunicazione.

Dedicato ai clienti e prospect del Gruppo, il format si declina in più appuntamenti verticali su alcuni temi specifici, con l’obiettivo di intercettare nuove opportunità per i brand, essere narratori di tendenze e insight, raccontare le nuove modalità media ibridate dalla creatività, il mondo dei contenuti e dell’intrattenimento in questa rapida trasformazione.

 

FUSE, divisione di branded entertainment e content marketing di Omnicom Media Group (Associata UNA), è main sponsor di OBE Summit 2021, l’appuntamento annuale di riferimento per gli operatori della filiera del BC&E, che si tiene oggi, 30 giugno, presso la sede milanese della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli.

 

Anche quest’anno, FUSE darà continuità al presidio dell’evento come main sponsor, con la partecipazione di Ludovica Federighi (Head of Fuse) alla tavola rotonda “Serie tv e intrattenimento: nuove modalità di partnership tra tv lineare e OTT”, dove si parlerà di mondi narrativi indagando il rapporto tra brand e contenuti scripted (fiction e serie TV). Nel panel, insieme a lei, ci saranno anche Domenico Loperfido, COO di DUDE e CEO di FeST (Il Festival delle Serie Tv), Enrico Marangoni, Responsabile Product Placement e Branded Content RAI Pubblicità, e Antonio Visca, Director of Sky Atlantic, Series & Kids di Sky Italia.

 

Ludovica Federighi, Consigliere OBE ed Head of FUSE, commenta: “Il video on demand è una realtà ormai per tutti, dobbiamo conoscerla meglio e OBE ci offre la prima opportunità per farlo. Interagire con le piattaforme di distribuzione, come Netflix, con gli editori e i produttori che sviluppano serie tv e contenuti VOD è diventato un tema cruciale per gli investitori; con FeST abbiamo deciso di approfondire questo tema, per capire insieme ai media partner come possiamo sfruttare nel modo migliore le possibilità che ci vengono offerte dalla narrativa seriale con un percorso che va oltre al classico product placement, e che possa aprire nuovi orizzonti per lo storytelling di marca.

 

Omnicom Media Group è inoltre partner esclusivo dell’intervento al Summit di Cosimo Accoto (Tech Philosopher, Cultural Advisor & MIT Fellow), una riflessione sull’impatto che le nuove tecnologie e l’innovazione hanno sul nostro modo di vivere oggi.

Omnicom Media Group annuncia l’ingresso di Luca Pravadelli con il ruolo di Head of Sport Partnership.

Dopo una laurea in Economia, Marketing ed e-Business ed una consolidata esperienza di oltre 10 anni nel mondo dello sport business, prima in Infront Sports & Media e successivamente in GroupM dove ha ricoperto il ruolo di Head of ESP, Pravadelli prosegue il suo percorso di crescita professionale e assume la guida della nuova divisione specializzata di Sport Partnership di Omnicom Media Group – Associata UNA, per aiutare i brand a cogliere e valorizzare le grandi opportunità media e di business in questo ambito.

Con l’obiettivo di integrare la consulenza di sport marketing nei piani di comunicazione dei clienti, Pravadelli collaborerà con i diversi reparti del Gruppo e in stretta sinergia con FUSE – divisione di branded entertainment e content marketing di Omnicom Media Group – per lo sviluppo di nuove strategie di engagement e fan experience attraverso l’attivazione di partnership con i diversi player che operano nel settore, il mondo delle federazioni, delle squadre e delle leghe, gli eventi e gli editori.

Marco Girelli, CEO di Omnicon Media Group Italia, dichiara: “In linea con quanto stiamo già facendo nell’area dell’entertainment, l’arrivo di Luca ci dà la possibilità di ampliare la nostra offerta in ambito sportivo. Facendo leva sulla capacità emozionale, lo sport ha infatti un enorme potenziale, è un mercato e un asset di comunicazione in continua evoluzione che risponde all’esigenza di creare relazioni significative e di valore tra i brand e le loro community”.

Commenta Luca Pravadelli, Head of Sport Partnership OMG: “È sempre molto stimolante iniziare nuovi progetti. Lo sport è un mondo in forte crescita e ricco di nuove opportunità di comunicazione, il nostro compito è quello di intercettarle e valorizzarle per offrire ai nostri clienti le soluzioni più innovative ed efficaci da inserire nelle loro strategie.”